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Approfondimenti

La comunicazione medico/paziente in vista dell’atto sanitario nell’epoca di “doctor Google” – secondo la legge 219/17

I pazienti di oggi, molto più che in passato, arrivano al colloquio con il medico molto informati. Principalmente si informano online e non è raro vederli arrivare agli appuntamenti con l’equipe medica con stampe e appunti. Molti azzardano anche una propria diagnosi cercando il confronto con il medico.
Purtroppo online le fonti di informazione più facilmente reperibili sono all’interno di blog e siti giornalistici, scritte da blogger o da copywriter, ma non da medici. Oltretutto la finalità di qualsiasi editore (sia cartaceo che online), è quella di attirare utenti per vendere spazi pubblicitari, non sempre quella di informare in modo scientifico e preciso.
Ma a prescindere dalle opinioni personali riguardo a quanto bene o male possa fare “doctor Google”, da questa tendenza in atto emerge un dato: i pazienti di oggi (o i loro parenti più giovani), hanno fame di informazioni riguardanti la propria salute. E per fugare i propri dubbi non vanno dal medico di base, ma ricercano online le risposte ai loro quesiti.

“Il tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di cura” – Legge 219/17, art.1, comma 8

Se non fosse stato chiaro in precedenza, la legge 219/17 lo dice a chiare lettere: “Il tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di cura”.
Come abbiamo già visto in altri articoli del nostro blog, è un obbligo della struttura quello di garantire che tutto il processo di erogazione del consenso informato avvenga in modo corretto. Ogni ospedale, clinica o ambulatorio medico dovrà quindi considerare che parte del tempo lavorativo dell’equipe medica venga dedicato alla comunicazione con il paziente.

La gestione digitale (e a norma!) del Consenso Informato

Siete mai stati sottoposti ad un intervento chirurgico o un’esame diagnostico invasivo? Molto probabilmente chi vi ha indicato quella prestazione ve ne ha parlato e vi ha consegnato del materiale informativo, vi ha elencato i dettagli di cosa sarebbe accaduto, dei rischi e delle possibili complicanze. Per certificare questo processo avete firmato un documento che attesta che vi sono state fornire tutte le informazioni necessarie ad affrontare l’intervento, che voi le avete capite e quindi che avete accettato di essere sottoposti a tale procedura.
Chi di voi ricorda cosa era scritto in quel documento? Chi ricorda quanto il professionista ha detto? Chi ha capito in ogni dettaglio le informazioni?

Importanza del Consenso Informato nella Sanità del futuro

Il consenso informato diventa, con la legge 219/17, la base su cui il Medico instaura la relazione di cura e fiducia con il Medico, e questo rappresenta una importante novità per la Sanità italiana, e ne condizionerà il futuro. Nel seguito, vedremo sia l’importanza del consenso informato medico per il Paziente, sia i vantaggi che possono derivare per una Struttura sanitaria che lo adotti in una formulazione idonea.

Legge Gelli-bianco e Consenso Informato: le nuove responsabilità

L’operatività di medici e operatori dell’ambito sanitario è stata profondamente riformata da due recenti leggi: la legge 24/2017, cosiddetta Legge Gelli-Bianco, che definisce le nuove responsabilità civili e penali sia per i medici, sia per le strutture sanitarie, e la legge 219/17 che disciplina il Consenso Informato in ambito medico-sanitario. In questo articolo, vedremo alcune prime implicazioni che derivano dall’applicazione congiunta di queste due nuove leggi, quali obblighi determinano per una struttura sanitaria e quali responsabilità e compiti definiscono per il Medico e l’equipe sanitaria.